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Birra 32

Storia Birrificio


Fabiano, Loreno e Alessandro formano una triade destinata ad avere più successo del triumvirato di Roma (Cesare, Pompeo e Lepido). Il tutto però avviene pochi anni fa.
E’ il febbraio 2006 allorché cominciano i lavori in Via Cal Lusent a Pederobba nel Trevigiano. Il tutto è improntato alla massima razionalità, sia l’accesso dei fornitori, sia le abitazioni dei soci, sia la presenza di acqua di grande qualità, sia l’eventualità di ampliamento della struttura.
Loreno che si occupa della parte commerciale ha già insieme con Fabiano un pacchetto clienti che consente un inizio con un minimo di agio.


Prima della fondazione di 32 Via dei Birrai Fabiano produceva anche in fusto e a bassa fermentazione ma in seguito, per semplificare la logistica, viene deciso di puntare sulla bottiglia e su un solo formato, il 75 centilitri. La scelta è dovuta anche al fatto che la distribuzione delle birre artigianali spinge la bottiglia piuttosto che il fusto.

La prima birra immessa sul mercato è l’Audace, la cui ricetta era già stata sperimentata con successo. Correva il mese di giugno del 2006.

In seguito vengono prodotte Oppale e Curmi. Il mercato chiede prevalentemente birre chiare e pertanto la produzione vi si adegua. Curmi è la versione di casa 32 delle Blanche.
Rispetto alla classica Hoegaarden Curmi ha più alcol e più corpo in quanto destinata alla ristorazione e quindi per avere più struttura.
Oppale crea grande entusiasmo in sala cottura e Fabiano ed Alessandro la battezzano ‘birra per i veri bevitori di birra’. Amaro, aroma e malto si alternano in complessità e creano una birra che si distingue per la sua aggressività.

La birreria investe ogni anno in tecnologia per innalzare la qualità e in Fabiano ed Alessandro c’è la ricerca della birra ideale.
I consumatori dicono la loro ma l’incrollabile fede nella loro capacità di brassare in un certo modo fa sì che da Via dei Birrai esca un prodotto fortemente voluto dalla produzione che non vuole cedere alle lusinghe di birre troppo facili, addirittura scontate.
La cosa più difficile è mantenere la costanza della qualità produttiva perché nel campo delle artigianali su questo punto bisogna ancora lavorare parecchio.


Loreno imposta il marketing con gadgets sempre nuovi per stimolare la mente dei consumatorifPer celebrare il primo lustro dell’attività viene creata la 3+2, aromaticamente posizionata tra la Curmi e l’Audace.

Per la prima volta viene usata la bottiglia da mezzo litro. La sperimentazione non esiste solo in sala cottura.

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Bismarck Pizza : Questa pizza è stata così chiamata per analogia con la Bistecca alla Bismarck che, malgrado il nome, non fa parte della tradizionale cucina tedesca. Si chiama carne alla Bismarck qualsiasi ricetta di carne ricoperta di uova fritte, proprio per la grande predilezione verso le uova dimostrata dal cancelliere tedesco Ottone principe di Bismarck-Schönhausen (1815-1898): ne mangiava anche una dozzina alla settimana. La Bistecca alla Bismarck sembra risalire all’epoca della Triplice Alleanza fra Italia, Austria e Germania (1882), quando Bismarck, simbolo della potenza tedesca, era denominato il Cancelliere di ferro. La preparazione di carne con uova fritte fu intitolata a lui proprio perché era particolarmente energetica. Ed essendo morto a 83 anni, il nostro Otto von Bismarck è l'ennesima dimostrazione che le uova non fanno male e che ne uccide più la psiche del colesterolo.